“Ehi, alla buon’ora!”
Tommy arriva quasi cadaverico al tavolo della colazione, gli occhiali da sole in viso ed uno sguardo sconvolto ed assonnato. Gli altri sono già tutti seduti che stanno mangiando brioches calde.
Sbadiglia.
“Ragazzi, non potete capire il sonno che ho!” commenta.
“No, anzi, lo capiamo benissimo” replica Ale.
“Perché non mi hai svegliato?”
“Veramente io ti ho svegliato, ma tu ti sei girato dall’altra parte ed hai ripreso a dormire! Allora io ti ho detto che sarei sceso, e tu mi hai risposto qualcosa tipo va bene.” Gli sorride.
“Ah, ok…” Tommy guarda il tavolo e si accorge che manca qualcuno. “Stefano e Marco?”
“Sono andati a prendere i giornali in edicola” spiega Sara.
“E prendono anche la gazzetta, vero?”
“Tu e la tua gazzetta! Tanto è Estate, che vuoi che ci sia scritto?” commenta seccata Sara.
“C’è il mercato, è importantissimo!”
“Sì: il mercato ortofrutticolo! Vai a prenderti da mangiare, và!”
Tommy dovrebbe risponderle, ma è troppo rimbambito per farlo. Si alza barcollando e si dirige verso la tavolata con la roba da mangiare.
Intanto Sara prosegue il discorso che già stava facendo prima.
“Insomma, ragazzi, non potete capire: Stefano si sta comportando come un vero gentiluomo. Stamattina si è alzato presto senza disturbare, s’è preparato, e poi mi ha lasciato ancora la camera libera mentre mi cambiavo.”
“Davvero? E che ha fatto?” chiede curiosa Laura, mentre imburra una fetta di pane tostato.
“Niente, è uscito ed ha aspettato fuori”
“Cioè, tu hai lasciato quel poveraccio fuori dalla stanza? Ma poi perché non ha bussato a noi…” dice Ale.
“Boh, non lo so. Ad ogni modo è davvero un angelo!”
“Vedi che ho fatto bene a metterlo in stanza con te?” aggiunge Ale con un sorriso.
“Zitto, che è meglio: non t’ho ancora perdonato di aver fatto comunella con l’altro animale!” Volta la testa e con un cenno del capo indica Tommy, che lentamente si muove tra i vassoi con una tazza ed un piatto in mano. “Se non sta attento fa volare per terra tutto quanto, e poi sai le risate!”
Ale nota che è proprio buffo, mentre si muove a fatica cercando di portare con sé quanta più roba possibile. Certo se cadesse farebbe divertire tutta la sala, o almeno quei pochi che rimangono, visto che è già abbastanza tardi. Loro sono ancora lì proprio a causa di Tommy, che è arrivato a far colazione giusto pochi minuti prima che portassero via tutto. E infatti qualche cameriere sta già sparecchiando e liberando i tavoli con le cibarie.
Tommy torna a sedersi, appoggiando la sua colazione sul tavolo in maniera un po’ scomposta e traballante. Un po’ di latte guizza fuori dalla tazza strapiena, sporcandogli la mano e successivamente la tovaglia. I compagni lo guardano come si guarderebbe un alieno impacciato; lui non ci fa troppo caso, si asciuga col tovagliolo – che poi sbatte a casaccio di fronte a sé – ed inizia a dedicarsi alla farcitura della brioche.
La mangia con foga, come sempre, sotto agli occhi allucinati delle ragazze. Poi, con il boccone in bocca, chiede:
“Allora, oggi che si fa?”
Sara interviene all’istante.
“Oggi Nicolas ci ha promesso di stare con noi e di farci vedere un po’ la città.”
Tommy non sembra molto contento, ma l’interesse per la masticazione del croissant è più forte della
non-sopportazione del francese. Perciò continua a masticare vistosamente senza replicare, limitandosi a qualche mugolio.
“Sarà divertente” fa notare Laura.
“Sì, almeno abbiamo una persona del luogo a farci da guida” aggiunge Ale.
Sara sta cercando di immaginare la giornata con Nicolas, ma nei suoi pensieri lei è sola con il ragazzo e passeggia con lui sul lungomare. I suoi amici non ci sono, non sa dove siano e non ci fa nemmeno troppo caso. Lei è felice, e questo basta.
Ci pensa Laura a risvegliarla dai suoi sogni ad occhi aperti.
“Io vado su a prepararmi, prima che torni Marco. Mi accompagni?” le chiede.
“Certo”
Le ragazze si alzano ed escono dalla sala, dirette verso le camere.
Ale resta da solo a guardare Tommy che continua a mangiare come se avesse digiunato per giorni. Lui un po’ ingenuamente capisce di essere osservato solo da qualche secondo. perciò sollevando gli occhi chiede: “Che c’è?”
“Niente,” risponde Ale, “è che mi fai ridere. Mangi come un maiale!”
“Non ti ci mettere anche tu, che già basta Sara a farmi la ramanzina. Ho fame, cavolo! Sono nel bel mezzo della mia crescita, ho bisogno di mandare giù roba energetica.” Mentre parla, sorregge l’ennesimo croissant talmente imbottito di marmellata che pare sul punto di esplodere. La confettura cola da ogni parte.
“A dir la verità,” replica Ale, “la crescita la dovresti aver già finita da un po’.” Gli sorride.
“Sono ancora un bambinone, se proprio buoi saperlo.” Finisce l’ultimo pezzo della colazione inghiottendolo in un colpo solo. Gli va di traverso, e inizia a tossire.
Ale scoppia in una risata, poi cerca di aiutarlo dandogli dei colpetti sulla schiena.
“Sì, bambinone! E infatti ti ci vorrebbe la mamma per evitare che ti strozzi!”
***
“Ehi, guarda queste!”
Marco porge a Stefano una rivista francese. In copertina un paio di ragazze nude posano con atteggiamenti intriganti. È un giornale erotico, non c’è dubbio. Stefano gli dà una veloce occhiata, poi si affretta a ridarlo a Marco, guardandosi in giro furtivamente per sincerarsi che nessuno l’abbia visto con in mano quella roba.
“Ehi, calmo! Hai paura che qualcuno ti veda mentre osservi giornali porno?” Alza la voce sulla parola porno, come per farsi sentire per procurare una bella figuraccia a Stefano.
“La pianti?!?! Io non guardo quelle cose!”
Stefano ovviamente non è sincero. Le guarda, quelle cose. Anche lui ha Internet, e non lo usa solo per farci le ricerche scolastiche. Però non gli sembra proprio quello il luogo adatto per sbandierarlo ai quattro venti. In fondo ha pur sempre una dignità, non vuole passare per un maniaco assatanato di sesso.
Marco d’altro canto non sembra affatto in imbarazzo. Rimette a posto la prima rivista e ne prende subito in mano un’altra che inizia a sfogliare con nonchalance, come si sfoglierebbe una pubblicazione di caccia&pesca oppure una di mobili antichi per la casa.
“Senti, è il caso che andiamo… Metti giù quel giornale e andiamo alla cassa!” propone Stefano.
“Ok, però è un peccato perché era proprio un bel giornale. Guarda questa che tette c’ha!” Gli mostra il paginone centrale in cui una modella dell’Europa centrale mostra il proprio seno perfetto al fotografo ed ai lettori.
Stefano si volta di scatto e si dirige verso la cassa, sempre sperando che nessuno si sia accorto di quello che è successo. Marco sorride e richiude in fretta la rivista che poi rimette a caso sull’espositore.
L’uscita è in fondo ad un piccolo corridoio. Non c’è nessuno dietro il banco, ma c’è movimento nel retrobottega. Stefano svuota il cestino e mette la merce sul tavolo: la gazzetta, una crema doposole, una confezione da 6 bottigliette di acqua naturale. Marco arriva all’improvviso ed aggiunge un pacchetto di chewing gum.
Mentre discutono su chi dovrà pagare e su quale sia il modo migliore per dividersi la spesa, arriva la cassiera. È una ragazza sui vent’anni, alta e magra, con dei lunghi capelli neri lisci. Ha un look acqua e sapone, non è truccata ma nonostante questo è molto carina.
Stefano ha come una folgorazione. Gli sembra che quella sia la ragazza più bella che abbia mai conosciuto. Se il colpo di fulmine esiste, questo è proprio il caso.
La ragazza li saluta in francese, poi inizia a battere i prezzi della merce. Stefano è come imbambolato, la guarda compiere quei gesti meccanici che gli sembrano così delicati. Lei comunica il totale, e lui rimane immobile. Immerso nei suoi pensieri, non ha capito quello che lei ha detto.
Marco si accorge della situazione, perciò gli dà un colpetto per scuoterlo.
“Ti ha detto che sono dieci e quarantanove! Paga!” gli precisa. Intanto ha colto anche la situazione all’amo: sfruttando il momento di debolezza di Stefano, l’ha costretto a tirar fuori i suoi soldi.
“Eh?” Stefano ritorna improvvisamente alla realtà. “Ah sì sì, scusa!”
La ragazza sorride, mentre lui conta impacciato le monete che gli cadono da ogni parte. Marco guarda la scena mentre riempie il sacchetto; lancia uno sguardo di compatimento alla cassiera, che invece trova quel ragazzo così buffo e tenero.
Lei mette i soldi nel registratore, e consegna quindi lo scontrino a Stefano.
“Au revoir,” lo saluta con gentilezza.
“Au revoir,” risponde lui con uno sguardo da ebete.
Vorrebbe rimanere lì a guardarla, ma l’altro ragazzo lo trascina via.
Camminano per un po’, prima che Marco inizi a prenderlo in giro.
“Au revoir, mon amour! Je t’aime!” gli dice, facendo la sua imitazione.
“Smettila!”
“Je t’aime! Je t’aime! Voulez vous coucher avec moi ce soir?”
“Smettila, stupido!”
“Eri proprio tonto, l’hai fissata come un idiota!”
“Non è vero, non l’ho fissata!”
“Oh sì che l’hai fissata! Non ti sarai mica preso una cotta per quella? In un secondo, poi!”
“No è solo che… è… è carina! Ecco tutto!”
“Dico, ma io ti faccio vedere quelle superfighe sul giornale, e tu ti innamori all’istante di una cassiera? Devo spiegarti un po’ di cose sulle donne!”
Marco continua a canzonarlo, mentre Stefano inizia a camminare speditamente a testa bassa. Lui lo segue provando a raggiungerlo.
“E dai, rallenta che ti insegno come ci si comporta con le ragazze!” continua Marco.
Stefano non lo regge più. Si ferma di scatto, si volta e sbotta.
“Tu devi insegnarmi cosa? Ma se ieri hai ignorato tutto il giorno la tua fidanzata!”
Touchè. L’affondo di Stefano ha colpito nel segno. A Marco sparisce il sorriso.
“Lascia perdere la mia storia con Laura, non c’entra nulla!”
“Oh sì che c’entra. La stai perdendo solo perché ti comporti come uno stupido!”
Pausa. Nessuno aggiunge nulla.
“Te l’ha detto lei?” È Marco il primo che ha il coraggio di parlare.
“Che cosa? Cosa mi avrebbe detto?”
“Che io sarei uno stupido!”
Stefano ora non sa che fare. Ha paura di farlo arrabbiare ancora di più, anche se di fatto il suo scopo era proprio quello di rispondere alle sue prese in giro.
“No, io… io dico che sei uno stupido. Hai la fortuna di essere qui con la tua ragazza e la ignori senza un motivo!”
Marco lo guarda dritto negli occhi, furibondo. Stefano inizia ad aver paura che possa fargli qualcosa. Soprattutto non riesce a reggere il suo sguardo.
Marco si avvicina, poi si limita ad esclamare: “Tu non sai quello che si prova…”
Si volta e se ne va da solo.
Stefano lo insegue. Vorrebbe scusarsi ma non ha il coraggio di dire nulla. Soprattutto non saprebbe cosa dire per evitare di peggiorare la situazione.