Durante il pranzo all’unanimità i ragazzi decidono che il pomeriggio sarebbe stato dedicato alla piscina. Per questo, terminato il pasto, tutti passano velocemente in camera per mettersi in costume e poi si ritrovano nella hall.
In acqua ci sono ancora i soliti bambini che non sembrano conoscere la paura di immergersi appena dopo mangiato. Paura di cui è invece fiero portavoce Stefano, il quale sentenzia immediatamente di avere la necessità di rimanere seduto sotto l’ombrellone almeno un’ora prima di bagnarsi. Gli altri tentano invano di dissuaderlo dall’intento, ricordandogli che in ogni caso sta per entrare in una pozza di un paio di metri di profondità, e quindi non correrebbe alcun pericolo di affogamento. Tutto inutile: Stefano si piazza sul primo lettino che trova libero rivendicandolo come una conquista. In più sfoggia un costumino d’altri tempi, modello anni ’50, che suscita l’ilarità non solo dei suoi compagni di viaggio ma evidentemente anche di altri frequentatori della piscina che lo osservano divertiti. Mentre lui cerca di spalmarsi da solo la crema con una tecnica alquanto particolare, gli altri si dispongono sui lettini e sistemano le proprie cose. Marco sceglie un posto lontano da Laura; stende l’asciugamano e si sdraia, poi infila nelle orecchie le cuffiette dell’ipod ed inizia ad ascoltare la musica, isolandosi dal resto del mondo. Lei non può fare altro che guardarlo e sbuffare, mentre le sale la rabbia nella convinzione di essere dalla totale parte della ragione.
Tommy butta in qualche modo l’asciugamano sulla sdraio e poi si getta a bomba in piscina. Il bagnino, seduto ed annoiato dall’altro lato della vasca, scatta istantaneamente in piedi e gli urla selvaggiamente qualche cosa in francese. Tommy, appena riemerso e con tutta l’acqua che gli copre gli occhi, si scusa con un cenno di mano. Poi, rivolto verso Ale che lo guarda dal bordo, fa un’occhiata come ad indicare di essersi reso conto di averla combinata grossa.
Anche l’amico entra in acqua, usando però una più comoda scaletta dalla quale scende con lentezza, abituando piano piano alla temperatura dell’acqua prima le gambe e poi il busto. Sara e Laura li osservano da fuori.
“Andiamo anche noi?” chiede Sara.
“No, ti ringrazio… vai tu, sai io oggi preferisco evitare…”
Sara comprende al volo, com’è naturale tra donne, per le quali vige la famosa complicità femminile.
“Hai il ciclo?” chiede discretamente, anche se conosce già da sola la risposta.
Laura fa un cenno di assenso. “Una sfiga grandiosa, proprio i giorni di vacanza! Comunque siamo quasi alla fine, perciò tra un paio di giorni credo di poter fare il bagno.”
Sara decide di cambiare discorso, ed abbassa ulteriormente la voce.
“E Marco? Perché non vai a parlargli?”
“E a che servirebbe? Lo vedi come se ne sta lì come uno stupido… Non solo non parla con me, ma non parla proprio con nessuno! Come se la cosa dovesse infastidirmi…”
Stefano, che nel frattempo si è sdraiato al sole e che sta sentendo la conversazione data la vicinanza con le ragazze, interviene.
“Ti sta trattando male, e non è giusto.”
Il commento è inaspettato, ma per una volta onesto e corretto. Laura lo guarda con ammirazione, non avrebbe mai pensato di sentire quelle parole da parte sua. Le viene improvvisamente un’idea, un po’ cattiva ma che in quel momento le sembra efficace.
“Ehi, ti va se andiamo a prendere qualcosa da bere?”
Stefano resta ammutolito. Non crede davvero che lo stia chiedendo a lui. La risposta gli rimane serrata in bocca. Anche Sara è stupita, tuttavia sospetta il motivo di quell’invito e decide di assecondarlo.
“Ottima idea!” esclama, togliendo Stefano dall’imbarazzo e praticamente costringendolo ad accettare.
“Va bene… ok…” Lui è costretto a cedere. Si alza in contemporanea alle ragazze.
“Io mi butto dentro l’acqua con gli altri” Sara con lo sguardo fa capire all’amica di aver colto il suo piano. Lei si allontana con Stefano in direzione del bar. Marco, che sotto gli occhiali da sole ha finto di essere disinteressato alla scena, volta la testa da un lato e li segue. Di Stefano non è affatto geloso, ma odia che Laura lo stia stuzzicando in questo modo assurdo ed inutile.
Sara entra nella vasca e si avvicina ad Ale e Tommy, che stanno giocando sparandosi vicendevolmente l’acqua in faccia. Siccome anche lei sta guardando verso il bar, pure i due amici si voltano e vedono la scena.
“Noooo! Dove stanno andando la bella e la bestia?” è il commento di Tommy, che è rimasto basito dall’inconsueta accoppiata.
“Piantala idiota, parla piano!” intima Sara, preoccupata che Marco possa intuire che stanno per dare il via ad un momento di pettegolezzo che lo riguarda.
“Davvero, che sta succedendo?” chiede Ale.
“Nulla, credo che Laura stia cercando di scuotere Marco facendosi vedere con un altro”
“Sì però tra tutti gli altri che c’erano poteva pure scegliersene uno quantomeno umano!” commenta sarcasticamente Tommy.
“Sai che sei di una cattiveria sconvolgente? Come fai a parlare così di un tuo amico?”
“Ma sì, scherzavo… comunque scusa, non dirmi che tu andresti mai con un tipo del genere!”
“Perché, non potrebbe succedere?”
“Ma dai, lui è…”
“Cosa?”
“È… è brutto! E imbranato!”
“Allora potrebbe essere tuo fratello, non trovi?”
Eccolo di nuovo. Il battibecco tra Sara e Tommy. Non c’è dialogo in cui non si punzecchino a vicenda. Ale li guarda e sorride.
“E comunque, caro Tommy, sappi una cosa: io non andrei mai con uno come te! Sarai pure carino, ma hai un carattere insopportabile!”
Pausa. Tommy la fissa negli occhi.
“Ehi, l’hai detto!”
“Cosa?”
“Che sono carino!Allora mi vuoi un po’ di bene in fondo!”
“Ma non esiste, io… io scherzavo”
“Eh no, cara, mi hai fatto un complimento! Tu mi adori!” Tommy inizia a canzonarla, proprio come prima in camera ha fatto con Ale. “A Sara io piaccio, a Sara io piaccio, a Sara io piaccio…”
Dal bordo vasca arriva una voce familiare che interrompe la cantilena. “Chi è che piace a chi?”
Tutti alzano lo sguardo e vedono Nicolas che sorride. Tommy si imbroncia improvvisamente, poi in segno di sfida precisa: “Io, io piaccio a Sara”. Ha marcato il suo territorio.
Lei è visibilmente in imbarazzo, e cerca di giustificarsi.
“Ma no, è un cretino: non starlo a sentire. Sta scherzando!”
Tommy si volta e si allontana: non ha molta voglia di ascoltare le moine del francese né di vedere Sara fare la cascamorta con lui. Nicolas si accorge che lui fa ancora il sostenuto, e gli dispiace. Si sente sempre in colpa quando non riesce a conquistare l’amicizia di qualcuno, ha paura di aver fatto qualcosa di sbagliato. Soprattutto gli dispiace quando l’altra persona è un tipo che lui reputa interessante e simpatico, com’è il caso di Tommy; non capisce perché la buona impressione non sia reciproca.
“Allora ragazzi, che ve ne pare dell’albergo?” chiede con la voglia sincera di sentire le loro impressioni.
“È tutto molto carino! La nostra stanza è perfetta, e anche la piscina è molto curata!” risponde Ale.
“Praticamente un paradiso”, aggiunge sovraeccitata Sara. Sta cercando di mostrarsi forzatamente euforica, forse sperando di fare colpo su di lui; ma in cuor suo si rende conto che sta comportandosi come una cretina e soprattutto nel modo più sbagliato di approcciarsi di fronte ad una persona a cui si vuole in qualche modo piacere.
“Bene, sono molto contento! Purtroppo oggi devo lavorare qui in hotel ma domani dovrei avere qualche momento libero, così ci possiamo vedere in spiaggia e vi racconto qualcosa sulla zona…”
Sara non crede alle sue orecchie: domani potrebbe passare l’intera giornata con quel ragazzo.
“Sarebbe fantastico”, esclama Ale. Lui e Nicolas guardano Sara, in attesa della sua approvazione. Lei, cercando di non tradire l’eccitazione, si limita ad annuire.
“Certo, fantastico”, dice.
“Benissimo, allora ci vediamo domani! Ciao!”
Nicolas si allontana verso l’ingresso dell’albergo, e intanto saluta con la mano anche Marco, che rimane sdraiato e solleva leggermente il braccio per ricambiare. Appena è alla dovuta distanza, Ale fa gli occhi dolci a Sara e le ripete “Certo, fantastico” con voce languida.
“Non prendermi in giro! E poi non ho fatto quella voce!”
“Oh sì che l’hai fatta!”
“No, non è vero…” Pausa. “Ok, forse è vero ma solo un pochino! Mi avrà preso per una ragazzina!”
“In fondo lo sei, sei più piccola di lui… A lui piacciono le donne mature, quelle sui trent’anni…”
“Che stupido!” Sara getta un po’ d’acqua in faccia ad Ale, poi inizia a nuotare verso l’altro lato della piscina vicino al punto in cui hanno le loro cose. L’amico sorride, poi inizia a seguirla.
***
Stefano non riesce a smettere di agitare la gamba, seduto sul seggiolino del bar mentre aspetta che gli portino le coche che ha ordinato. È nervoso. Il fatto che Laura gli abbia chiesto di accompagnarla gli ha portato un senso di inquietudine misto ad un attacco di timido imbarazzo. E così è rimasto muto senza dire una parola, se si eccettuano quelle poche utilizzate per effettuare l’ordinazione. Non ha idea di come incominciare un discorso, o per essere precisi non ha nemmeno idea di che tipo di discorso incominciare.
Lei, dal canto suo, nemmeno si è accorta della situazione. In sostanza lo sta ignorando; non volontariamente, ma inconsapevolmente: praticamente si sta comportando come si comporta sempre con lui. Solo che stavolta lo sta facendo in una situazione strana ed inaspettata, probabilmente è la prima volta in assoluto che si ritrovano da soli.
Alla fine, la prima a rompere il ghiaccio è proprio Laura.
“La smetti di muovere ‘sta gamba? Mi innervosisci!”
Stefano prende coraggio, fa un respiro, e timidamente abbozza una risposta poco convinta, simile a quella che un soldato semplice è costretto a dare ad un generale dispotico ed insolente.
“Scusa, è che è strano essere qui. Al bar. Con te.” Scandisce bene le diverse parti della frase.
“Perché? Che c’è di strano?” chiede Laura, ancora una volta con una finta e malcelata inconsapevolezza delle proprie azioni ed uno scarso interesse per la risposta che riceverà.
“Niente, è solo che… non capisco perché hai voluto che ti accompagnassi io. Non è che l’hai fatto perché hai litigato con Marco, vero?”
Laura lo interrompe.
“Figurati, che c’entra Marco? Credi che lo voglia fare ingelosire con te?” Lo fissa e sorride.
“No, certo che no… però credo che tu voglia dimostrargli qualcosa e… ma mi ascolti?”
Laura in effetti non gli sta dando retta. Lo sguardo è perso in un imprecisato punto dietro le spalle di Stefano. Lui si volta per capire cosa abbia attratto la sua attenzione: al calciobalilla ci sono i tre ragazzi italiani della hall che stanno giocando.
“Ah ecco, ho capito chi guardi! Scusa Laura ma te lo devo proprio dire: non ti stai comportando benissimo!”
“E cosa avrei fatto di male, scusa?”
Mentre parla continua a guardare i tre. Matteo all’improvviso si accorge che lei è al tavolo del bar e le fa un cenno da lontano. “Ehi ragazzi, venite!”
Stefano si gira e cerca di mimare un “no” educato. Ma mentre sta per farlo, Laura è già in piedi e si sta avvicinando a loro.
“No Laura, aspetta!” Stefano non può far nulla, lei è come in tranche. La segue, anche se la testa gli sta chiaramente indicando che quella mossa potrà significare solo guai.
“Ciao! Come va?” Matteo saluta Laura con un bacio sulla guancia, e lei non si ritrae affatto.
“Ciao.” Stefano arriva e saluta con poca convinzione.
“Ah, questo è Stefano, un amico. Siamo in vacanza assieme.”
“Ehi, credevo fosse il tuo ragazzo. Piacere, Matteo.”
“No, siamo solo compagni di classe” replica Laura.
“Sì, ehm, il suo ragazzo non sono io” si affretta a precisare Stefano, convinto che questo possa servire ad evitare il peggio.
“Quindi un fidanzato c’è?” investiga Matteo.
“Sì, diciamo di sì. Ma in questo momento non parliamo di lui. Che fate, giocate a biliardino?” Laura cerca di tagliare corto il discorso, e riesce bene nell’intento.
“Sì, facevamo una partita. Ma ci manca il quarto.”
“Beh, può giocare Stefano!”
“Io? No, io non so…”
“Avanti, è solo una partitella! Tu mettiti di qua!”
Stefano cerca di evitarsi una figuraccia tentando di declinare l’invito e provando a spiegare la propria incapacità nel biliardino, ma la proposta di Laura ha già generato entusiasmo e quindi senza poter dire nulla si ritrova portato di peso davanti alle manopole di portiere e difesa, in squadra con Matteo. Laura si mette su un lato, proprio vicino al ragazzo, per assistere al match.
La partita comincia e all’inizio Stefano se la cava abbastanza penosamente. Non è mai stato un grande campione in questo gioco, probabilmente perché quand’era piccolo i suoi compagni di oratorio gli impedivano sempre di partecipare. Ogni volta che c’era da scegliere un compagno di squadra, lui era sempre messo in disparte. Ma stavolta i ragazzi appena conosciuti non sembrano interessati alla sua goffaggine, anzi dimostrano di divertirsi anche nel vederlo subire un gol dietro l’altro. E lo incitano, sia Matteo che gli avversari, insegnandoli anche qualche trucco per migliorare. E dopo un po’ di scambi, Stefano ha imparato a parare. E la cosa gli dà soddisfazione: non si staccherebbe più dal tavolo.
Laura intanto è in ammirazione di Matteo. Lo guarda e si sente attratta da lui. Sa che è sbagliato, che lì a pochi metri da loro c’è il suo fidanzato con cui ha appena litigato proprio a causa di questa persona. Ma non riesce a staccargli gli occhi di dosso: fin dal primo istante in cui l’ha visto, ha provato qualcosa. E nell’euforia generale, dimentica per un istante Marco e si concentra solo nell’estasi del momento, nella gioia di quell’incontro. Ride insieme agli altri, ride perché si sente felice. Senza il suo amore, si sente comunque felice. Nel guardare una partita di biliardino tra sconosciuti insieme a Stefano l’imbranato. Che tutto sommato in quell’istante gli pare addirittura simpatico, mentre si sforza di capire come giocare e si scontra con delle persone che sembrano capirlo e accettarlo, nonostante siano tanto differenti da lui.
Vanno avanti a giocare e a chiacchierare praticamente per tutto il pomeriggio. Matteo racconta che vengono da Milano, che sono compagni di liceo, che anche per loro è la vacanza post-maturità. E poi racconta che si è appena lasciato con la sua fidanzata con cui aveva avuto una storia durata ben cinque anni, che litigavano spesso per delle stupidate e che alla fine lei l’ha piantato per andare con un amico comune. Un ex amico, precisa. Laura lo ascolta e ad ogni racconto cresce in lei la voglia di sapere tutto sulla vita di questo sconosciuto così affascinante.
Il tempo passa in fretta e non se ne rendono conto. Alla fine è Sara a doverli andare a riprendere per avvertirli che è ora di andare in camera a farsi la doccia e a prepararsi per la serata. Anche lei viene presentata ai nuovi amici.
Si salutano con la promessa di rivedersi, magari dopo cena. Mentre tornano dagli altri, Sara comprende che quella giornata ha significato qualcosa: Stefano è allegro e sembra meno goffo del solito, addirittura le racconta di tutte le sue gesta al biliardino esaltando le sue parate. E Laura ha qualche cosa di strano, ma sa che non è quello il momento per tirare fuori l’argomento.
Quando arrivano alle sdraio, Marco è già sparito.
“È salito già in camera, si porta avanti nel prepararsi” spiega Ale.
Laura non sembra farci molto caso. Raccoglie le proprie cose, mentre Stefano continua a raccontare di quello che hanno fatto e di come gli è piaciuto giocare.
Salgono tutti su, Laura bussa e quando Marco le apre la porta scuro in volto, lei entra senza dire una parola. Sara vede la scena dalla porta della propria camera, e pensa che la situazione sia tremendamente complicata. Più o meno come gestire l’ipereccitato Stefano che non la smette di parlare, parlare, parlare.