Ale entra in casa e si toglie immediatamente le scarpe. Sua madre tiene molto all’ordine e alla pulizia, e lo obbliga sempre a indossare le ciabatte nel preciso istante in cui mette piede nell’appartamento. La cosa non gli pesa più di tanto, sia perché ormai ci ha fatto l’abitudine e compie quel gesto in maniera automatica, sia perché il suo carattere rispecchia perfettamente quello della madre e quindi lui stesso è preciso ed ordinato. Si dirige verso la propria camera e solleva il telefono. Digita velocemente un numero di telefono che chiaramente conosce a memoria e ha già composto talmente tante volte che i tasti corrispondenti sono usurati. Attende con impazienza che qualcuno gli risponda.
“Pronto?”. Dall’altro capo giunge una voce familiare.
“Sara, sono io!”
“Eccolo! Allora, com’è andata?” Sara pare eccitata all’idea di sapere il risultato di Ale.
“Beh, benino direi: ho preso ottantatrè”
“Benino? Starai scherzando, vero? È andata benissimo, è un ottimo voto!”
“Se lo dici tu….”
“Non fare lo scemo, sai benissimo che è vero! E a Tommy com’è andata?”
“Settantotto, mi pare… a lui sicuramente è andata molto bene, considerato il fatto che non ha mai studiato ma ha sempre avuto la fortuna che qualcuno gli passasse i compiti!”
Si riferisce ovviamente a se stesso. Visto che erano compagni di banco, anche durante i compiti in classe erano vicini l’uno all’altro, e perennemente Ale doveva passare tutte le soluzioni a Tommy, rischiando ogni volta di essere beccato. La cosa non gli piaceva, ma per compassione lo faceva sempre.
Ale riprende a parlare. “Al di là del voto, ti ho chiamata per parlarti di una cosa ben più importante! E cioè l’organizzazione della nostra partenza! Ormai non ci sono più ostacoli, siamo pronti per la vacanza!” Pronuncia questa frase tradendo un po’ di commozione. “Tu hai preparato lo schemino delle cose che devi portarti dietro? Io adesso consulto in Internet gli orari dei treni e vedo di prenotare il primo che trovo!”
“È naturale che ho fatto l’inventario, solo che c’è un problema!”
La frase preoccupa Ale. La parola “problema” non gli piace affatto.
“A che tipo di problema ti riferisci?”
“Ma no, niente di serio! È solo che ho deciso di portarmi talmente tanta roba che non ci starà mai tutta in una sola valigia!”.
Meno male: il problema non è un vero problema, soltanto la classica fissazione femminile del doversi portare in vacanza l’intero guardaroba. La risoluzione di una questione simile non è certo da sottovalutare, ma se non altro è qualcosa di decisamente meno grave di quello che Ale temeva di sentirsi dire. Cerca di proporre una soluzione, ovviamente esprimendola in tono sarcastico.
“Potremmo prenotare un intero vagone in modo da caricarci tutta la tua roba, così non dovresti lasciare a casa niente!”
Sara ride, e altrettanto sarcasticamente risponde: “Veramente io stavo pensando di venire in taxi, sarebbe più comodo per i bagagli!”
“Certo, con due o tre milioni di euro di spesa dovresti cavartela! Beh, adesso ti lascio che mi collego subito ad Internet e sistemo tutte le faccende. Tu comunque tieniti pronta per partire da un momento all’altro, che se trovo un treno per oggi pomeriggio si va dritti alla stazione!”
“Sono già pronta: ho caricato i bagagli sulla carriola e li ho lasciati direttamente all’ingresso!”
“Saresti capace di farlo, lo sai!”
“Lo so! Allora ci sentiamo dopo! Un bacio!”. Sara riattacca.
Ale depone il telefono sulla sua base e accende il computer che tiene sulla scrivania. Mentre sullo schermo appaiono le frasi tipiche del caricamento del sistema operativo, lui ne approfitta per togliersi la maglietta e i pantaloni, in modo da potersi cambiare. Mentre è in mutande, l’occhio gli cade sullo specchio del corridoio, appena fuori dalla porta della sua stanza, sul quale è riflessa la sua immagine. Osserva il suo fisico, e si avvicina allo specchio per poter vedere meglio. Si mette esattamente di fronte, in modo da ispezionare il torace. Complessivamente non è messo male: alto un metro e ottanta, è magro e con un ventre asciutto ma gli addominali sono abbastanza scolpiti grazie al fatto che per diversi anni ha frequentato un corso di nuoto. Per lo stesso motivo anche le spalle sono abbastanza larghe. Si immagina in costume, mentre passeggia sulla spiaggia. Con un fisico così, tutto sommato non dovrebbe fare brutta figura. Sul petto è spuntata una rada peluria, che osserva con piacere perché lo fa sentire più adulto. Quella che gli dà più soddisfazione è però la sottile striscia di peli sotto l’ombelico. Ha sempre pensato che per una ragazza quella possa essere una delle parti più sexy da guardare. Si immagina che sia una sorta di freccia che invita l’occhio a scendere più in basso, dirigendo lo sguardo verso le mutande dove si infilano i peli, là dove si nasconde il pube.
Il suono di apertura di Windows lo distoglie dai suoi pensieri. Ritorna nella stanza, sfila una tuta dall’armadio e la indossa prima di sedersi alla scrivania, davanti al monitor. Con il mouse, posiziona la freccia sull’icona di Internet Explorer e fa doppio click per far partire il programma. Gli appare la finestra di connessione: Ale digita nome utente e password e clicca sul pulsante “connetti”. Nel browser rapidamente si apre la pagina di Google, che lui ha impostato come predefinita. Nella barra in alto digita l’indirizzo della società ferroviaria e preme invio; in pochi secondi il sito viene caricato. Sulla destra è ben visibile il form nel quale inserire le informazioni sul viaggio da intraprendere, per poter ricevere le disponibilità dei treni. Ale imposta come destinazione “Cannes” e sceglie di visualizzare tutte le disponibilità a partire dal giorno successivo. Dopo aver confermato, il sistema gli restituisce un elenco molto fitto, proponendo diverse soluzioni di viaggio ordinate secondo la data e l’orario di partenza. Le scorre velocemente alla ricerca di quelle più economiche, finché non ne trova un paio decisamente interessanti. Si tratta di treni notturni, che in una decina di ore arrivano alla destinazione. Viaggiare di notte non è il massimo della comodità, considerato anche che si tratta di alloggi seconda classe, ma Ale pensa che la cosa potrebbe rendere il loro primo viaggio da soli ancora più eccitante. Non esita ulteriormente: un treno che viaggi di notte è l’ideale, non gli importa di quello che diranno gli altri. Del resto, lui si è preso l’incarico di organizzare, gli altri semplicemente si dovranno presentare alla stazione all’orario da lui fornito. Tra le possibilità che gli si sono presentate, sceglie quella con la data di partenza più imminente: partiranno quattro giorni dopo, una data ragionevole che permette anche di definire per bene i dettagli ed evitare sorprese.
Ora resta da controllare la disponibilità di alberghi. Ale torna su Google e inserisce nella pagina di ricerca la voce hotel costa azzurra. Tra i risultati trovati, ci sono diversi siti che permettono di riservare automaticamente le stanze e di avere informazioni dettagliate sugli alberghi, sulla loro posizione e sulle loro caratteristiche. Ale prova ad aprire qualche pagina a caso, per farsi un’idea generale delle strutture della zona. Scarta immediatamente gli alberghi con troppe stelle, perché ovviamente i prezzi sono decisamente proibitivi e inoltre non sarebbero in linea con la loro idea di “vacanza trasgressiva”. Cerca di buttarsi maggiormente su quelle che molto probabilmente gli altri considererebbero “bettole”, ma che secondo lui hanno un fascino particolare e trasmettono idea di libertà. Non ci mette molto a restringere il campo di indagine, e dopo un po’ di tempo ha limitato la scelta a poche proposte. Tra i pochi alberghi rimasti è particolarmente colpito da una piccola pensioncina a conduzione famigliare, chiamata Le petite prince. Si tratta di una struttura senza troppe pretese, con un limitato numero di camere, che però nelle foto si presentano decisamente accoglienti e spaziose. Inoltre il complesso è dotato anche di una piscina privata e si trova vicino al mare. Il prezzo è assolutamente competitivo, perciò pensa che quella sia la scelta più appropriata. Prova a controllare la disponibilità delle camere utilizzando l’apposita funzione del sito, incrociando le dita nella speranza di trovare ancora posto. Vede che è possibile riservare tre camere doppie. La suddivisione lo lascia un po’ perplesso, ed ecco che viene colto nuovamente dal turbine dei pensieri. Come farà a suddividere correttamente le persone, in modo da accontentare tutti? Sicuramente Marco e Laura vorranno dormire insieme, ma gli altri come si disporranno? A lui piacerebbe dormire sia con Sara che con Tommy, e in questo caso la soluzione migliore sarebbe stata trovare una camera quadrupla, in modo da includere nel gruppo anche Stefano. Visto che ciò non è possibile, deve fare una scelta sul compagno di stanza: forse sarebbe opportuno mandare Tommy con Stefano visto che sono entrambi maschi, anche se immagina che l’amico non la prenderebbe tanto bene. Tra quei due non c’è particolare feeling, e anche se Tommy probabilmente si sacrificherebbe lo stesso, sa che non lo farebbe volentieri e che probabilmente glielo farebbe pesare a vita. E poi, si ricorda di aver praticamente promesso all’amico di andare nella stessa camera, quindi tradirlo adesso sarebbe ingiusto. Ma in quel momento non ha voglia di pensarci, e conclude che la decisione verrà rimandata. Per ora, l’unica cosa che deve fare è portare a termine le diverse prenotazioni, e poi avvisare tutti gli altri.
Per gli acquisti in Internet utilizza la carta di credito prepagata che gli hanno regalato i genitori, e che gli servirà anche all’estero per avere del denaro sempre disponibile. Si farà ridare i soldi dagli altri prima della partenza, si sono già messi d’accordo su questo punto.
Finite le procedure di prenotazione, apre il programma di posta elettronica e comincia a comporre un’email con tutte le informazioni utili per il viaggio. Una volta finito, inserisce gli indirizzi degli amici, rilegge velocemente ciò che ha scritto, e infine preme invio.
Si sente felice, perché è riuscito a sistemare tutta la questione in poco tempo e addirittura prima dell’ora di pranzo. Di certo Tommy, che deve occuparsi delle “relazioni pubbliche” con gli altri compagni di viaggio, non ha ancora fatto nemmeno una telefonata.
Nonostante il suo lavoro sia concluso, sente l’impulso di dover parlare con qualcuno per farsi elogiare per la propria bravura nel concludere gli affari a lui assegnati. Rialza la cornetta e compone nuovamente il numero di Sara. Si sono sentiti pochissimo tempo prima, ma non ha importanza. Per loro parlare è una piacere, e perderebbero delle ore chiacchierando al telefono, anche su argomenti del tutto futili.